Borsa da donna di Giulia Pieralli – Donna Glamour Borsetta Handbag Borsa Borsa con manici Bowling Borsa A Tracolla scelta di colori präsentiert von ZMOKA®, marrone chiaro beige 0 Grau

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Borsa da donna di Giulia Pieralli – Donna Glamour Borsetta Handbag Borsa Borsa con manici Bowling Borsa A Tracolla (scelta di colori) präsentiert von ZMOKA®, marrone chiaro (beige) - 0 Grau

Borsa da donna di Giulia Pieralli – Donna Glamour Borsetta Handbag Borsa Borsa con manici Bowling Borsa A Tracolla (scelta di colori) präsentiert von ZMOKA®, marrone chiaro (beige) - 0 Grau
  • Una borsa da bowling in stile tipico Giulia pieralli in pregiato, morbido similpelle e facile
  • Il rivestimento interno del moderno Fashion Bags è in molto elegante raso plastica lavorata e decorata con impresso il designer, la tracolla può essere rimossa
  • Caratteristiche della mano tasche: tracolla staccabile, 2 molto grandi scomparti principali, interno: 1 scomparto per smartphone + 1 piccolo ma capiente scomparto per rossetto o simili oggetti e uno scomparto extra con chiusura lampo, scomparto esterno sul retro una cerniera, 2 scomparti laterali con chiusura lampo
  • Sul lato anteriore della borsa è stato installato il logo designer come elegante piastrine in metallo
  • Con un' elegante tsche da donna in di marca Giulia pieralli - Questa offerta presenta ZMOKA®
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L’importante lavoro per arrivare al più presto all’ etichetta di origine  sui tutti derivati del pomodoro va esteso a tutti i vegetali trasformati, dai succhi alle confettura come chiede l’84% degli italiani che hanno partecipato alla consultazione pubblica indetta dallo stesso Ministero delle Politiche Agricole. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti  Roberto Moncalvo  nel commentare positivamente l’annuncio del  histoireDaccessoires s SA155321LOEUrso Beige
 Maurizio Martina di voler estendere anche ai prodotti derivati dal pomodoro l’ etichettatura obbligatoria dell’origine delle materie prime , come fatto con latte, pasta e riso.

Ad oggi l’ obbligo di etichettatura di origine  è in vigore in Italia solo per le passate, ma non per pelati, polpe, sughi e soprattutto concentrati che l’Italia ha importato dalla Cina nel 2016 per un totale di 91 milioni di chili che riportato al fresco significa attorno il 20% della produzione nazionale. Un fiume di pomodoro che viene poi spacciato nel mondo come italiano per la mancanza di un sistema di etichettatura di origine obbligatorio. Il problema riguarda tutta l’ortofrutta trasformata, dai fagioli all’arancia che spesso arrivano da Paesi lontani per essere lavorati in Italia e diventare magicamente  Made in Italy  senza alcuna indicazione per il consumatore.

Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’origine in etichetta per le uova (ma non per gli ovoprodotti) per la carne fresca (ma non per quella trasformata in salumi) per l’ortofrutta fresca (ma non per i succhi) le conserve o le marmellate per il miele (ma non per il riso) per il pesce (ma non per il grano nella pasta) l’Italia che è leader europeo nella  trasparenza  e nella qualità ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme sul codice doganale.

L’ultima uscita pubblica è stata al  tradizionale «picnic di fine estate» (o  cavagnëtu ) di venerdì.  In elegante (e slanciatissima) tuta nera, Charlène ha accompagnato per mano i bambini all’evento, assieme al loro cuginetto Melchior de Massy (e al marito il principe Alberto, naturalmente). I gemellini indossavano entrambi una polo a striscie bianche e rosa, con jeans e scarpette bianche coordinate. Adorabili.

La festa si è svolta tra canzoni, una messa e balli tradizionali, a cui ha preso parte anche la piccola Gabriella, muovendo qualche passo a ritmo di musica.  «È un dono vedere i vostri figli crescere con tanta gioia» , ha detto a Charléne e Alberto l’arcivescovo di Monaco Bernard Barsi. Un dono vero e prezioso, soprattutto per la famiglia di Monaco.